Spese di riqualificazione energetica: ultima chiamata per la detrazione al 65%

Riqualificazione energetica

Le spese sostenute per interventi finalizzati al risparmio ed alla riqualificazione energetica, ed effettuati su fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria, quindi abitativi e strumentali (sono tali quelli utilizzati per l’esercizio di una impresa – es.: un capannone – o una professione o un’arte), fruiscono di una detrazione fiscale pari al 55%, che comporta un risparmio di imposta.

La Legge 147/2013 (Legge di Stabilità per il 2014) ha introdotto una prima proroga per tale agevolazione nel seguente modo:

  • detraibilità al 65 % dal 01.01.2014 al 31.12.2014 (fino al 30.06.2015 per gli interventi su parti comuni;
  • detraibilità al 50 % dal 01.01.2014 al 31.12.2015 (dal 01.07.2015 al 30.06.2016 per gli interventi su parti comuni).

Successivamente la  Legge 190/2014 (Legge di Stabilità per il 2015) ha da ultimo prorogato la misura dell’agevolazione del 65 % per il periodo dal 01.01.2015 al 31.12.2015.

Dal 01.01.2016 le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica potranno beneficiare della detrazione del 36 % e a tempo indeterminato.

Tali interventi sono relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia.

La riqualificazione energetica di un edificio consiste nella realizzazione di opere destinate a migliorarne l’efficienza, contenendo i consumi, riducendo le emissioni di fattori inquinanti, ed utilizzando in maniera ottimale le risorse di energia.

I soggetti che sostengono delle spese per opere di riqualificazione energetica hanno, pertanto, diritto a recuperare parte del costo sostenuto, grazie ad una detrazione dall’IRPEF, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (o dall’IRES, in caso di società di capitali), cioè dalle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi.

 

Le spese oggetto di agevolazione devono essere relative ad:

  • interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (fino ad Euro 100.000);
  • interventi su edifici (o parti di edifici o unità immobiliari) esistenti riguardanti strutture opache orizzontali come coperture e pavimenti (interventi non regolamentati dal D.M. 19.2.2007), finestre comprensive di infissi (fino ad Euro 60.000);
  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali (fino ad Euro 60.000);
  • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione (fino ad Euro 30.000).

La L. 90/2013, di conversione del D.L. 63/2013 ha introdotto la detrazione del 65 % per gli interventi antisismici su costruzioni ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità.

La detrazione spetta per gli interventi sopra indicati su qualsiasi fabbricato esistente, a prescindere dalla categoria catastale. Riguarda quindi sia gli edifici residenziali, cioè destinati ad abitazione, sia le loro pertinenze (ad es.: box e tettoie), sia gli edifici strumentali, cioè destinati ad uso commerciale o industriale.

In sostanza, sono agevolabili tutti gli edifici iscritti in catasto, e per i quali sono dovute le imposte comunali (ICI e IMU).

Sono esclusi dal beneficio i fabbricati di nuova costruzione, in quanto già obbligati a disporre di tutti i requisiti tecnici per il risparmio energetico.

La detrazione compete al soggetto che materialmente sostiene la spesa e non necessariamente al proprietario dell’immobile. Possono usufruire dell’agevolazione, oltre che il proprietario e il nudo proprietario, anche il titolare di un diritto reale sul bene (ad esempio, l’usufruttuario), l’inquilino o il comodatario e i condomini per gli interventi effettuati sulle parti comuni condominiali, per le spese sostenute e rimaste a loro carico. La detrazione può essere utilizzata anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo, conviventi con il soggetto che «privatisticamente» è possessore o detentore dell’unità immobiliare interessata ai lavori (solo se la convivenza ha il carattere della stabilità e sussiste fin dall’inizio dei lavori – C.M. 4.4.2008, n. 34/E), in base alle medesime regole previste per le ristrutturazioni edilizie detraibili al 36%, sempre in relazione alle spese sostenute e rimaste a loro carico.

Per ottenere il beneficio fiscale è sufficiente che il contribuente sia in regola con i permessi tecnici e amministrativi per l’esecuzione dei lavori e che provveda ai due seguenti adempimenti:

1: pagare i fornitori a mezzo bonifico, nel quale dovranno essere evidenziati i seguenti dati:

  • causale del versamento, con la seguente dicitura: detrazione ai sensi della Legge 296/2006, art. 1, co. 344-349;
  • il proprio codice fiscale (cioè il codice fiscale di chi paga);
  • il codice fiscale o la partita IVA di chi esegue i lavori.

2:  inviare all’ENEA, cioè all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/), entro 90 giorni dalla fine lavori, copia della certificazione energetica e la scheda informativa degli interventi realizzati (l’originale deve ovviamente essere conservato).

Tale pratica, solitamente effettuata da un professionista tecnico (geometra, architetto, ecc.) o direttamente dalla azienda fornitrice dell’impianto (in caso, ad esempio, di sostituzione della caldaia, o dell’installazione di pannelli solari), può comunque essere inviata direttamente dall’interessato,in via telematica.

Non è invece necessario inviare alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate, neppure nel caso di prosecuzione dei lavori oltre il periodo di imposta.

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