Cartelle pazze Regione Lazio

ticket sanitariIn questi ultimi giorni, la Regione Lazio sta inviando avvisi bonari per il recupero di ticket sanitari su prestazioni e/o farmaci che i cittadini avrebbero evaso in quanto il loro reddito sarebbe risultato superiore alla soglia che avrebbe consentito l’esenzione di cui hanno usufruito. Al di là di tutta la polemica che si potrebbe fare sul fatto che ogni avviso è corredato da 25 euro di spese amministrative che spesso superano l’importo da recuperare, e del fatto che le spese sono relative al 2009/2010 e la maggioranza dei cittadini non conserva ricette e ricevute per tutto questo tempo, e spesso questi avvisi sono arrivati a bambini.

Le migliaia di “cartelle pazze” inviate dalla Regione Lazio finiscono all’attenzione della magistratura. A presentare un esposto è stata il Codacons, l’associazione dei consumatori, contro appunto l’ente regionale che ha messo in campo l’operazione di recupero dell’evasione fiscale sui ticket.

L’associazione AssoTutela ha predisposto una modello di istanza di autotutela da inviare alla Regione Lazio per chiedere l’annullamento dell’avviso bonario che il contribuente dovesse aver ricevuto.

L’autotutela è il potere dell’Amministrazione di correggere o annullare i propri atti, laddove questi risultino illegittimi o infondati. Tale potere spetta allo stesso ufficio che ha emanato l’atto o che è competente per gli accertamenti d’ufficio, oppure, in caso di grave inerzia, all’ufficio gerarchicamente superiore. L’Amministrazione esercita l’autotutela di propria iniziativa o su richiesta del contribuente. Il contribuente che chiede l’autotutela, quindi, non fa altro che “sollecitare” l’Amministrazione a riconsiderare la legittimità dei propri atti ed eventualmente annullarli.

È, però, doverosa una precisazione. L’istanza in autotutela non sospende gli effetti dell’atto, i termini per il pagamento ed i termini per l’eventuale rimedio giurisdizionale previsto (opposizione avanti la Commissione Tributaria o il Giudice ordinario competente). Pertanto, è bene che il procedimento in autotutela venga concluso entro 30 o 60 giorni previsti per l’opposizione giudiziale. In caso contrario sarà necessario, nelle more della definizione del procedimento in autotutela, presentare ugualmente ricorso. L’autotutela è opportuno presentarlo nei casi in cui ci si trova di fronte un atto palesemente illegittimo emesso dall’Amministrazione Finanziaria oppure da altro ente (Regione Lazio nel nostro caso).

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento mettiamo a disposizione:

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