Aumento delle misure fisse dell’imposta di bollo

CIRCOLARE 3 del 22/07/2013
Aumento delle misure fisse dell’imposta di bollo.

(Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.147 del 25/06/2013 della L.71/13)
Dal 26 giugno 2013 aumentano le misure fisse dell’importo di bollo per far fronte ai
maggiori oneri derivanti dal rifinanziamento della ricostruzione privata nei Comuni
interessati dal sisma in Abruzzo.

In particolare gli importi in precedenza stabiliti in 1,81 e 14,62 euro passano,
rispettivamente, a euro 2 e 16 euro. Si tratta quindi dell’imposta di bollo in cui i cittadini
(sia in veste di privati sia di professionisti/imprenditori) si imbattono quotidianamente. Si
pensi ad esempio all’imposta di bollo (2 euro) sulle fatture rilasciate dal medico di
importo superiore a 77,47 euro oppure all’imposta di bollo (16 euro) dovuta sugli atti di
notorietà e sulle pubblicazioni di matrimonio o sugli atti rilasciati dalle conservatorie dei
registri immobiliari.
Non sono interessati dalla novità gli atti finalizzati fino al 25 giugno, ancorché presentati
in data successiva ad un ufficio pubblico per la registrazione.
La tecnica utilizzata dal Legislatore è stata quella di una sostituzione generale delle
suddette misure dell’imposta senza quindi andare a modificare le singole previsioni
normative che le contengono. Occorre quindi far riferimento alle previsioni contenute
nella Tariffa, parte I, «Atti, documenti e registri soggetti all’imposta fini dall’origine» che
costituisce l’allegato A al Dpr 642/1972.
L’aumento riguarda una serie di documenti e un ampio ventaglio di soggetti.
In particolare:
L’imposta di bollo che dal 26 giugno 2013 passa da 1,81 euro a 2 euro riguarda:
 Le fatture che contengono importi non assoggettati ad Iva per importi superiori a
77,47 euro;
 gli estratti conti o altri documenti di accreditamento o addebitamento per somme
superiori a euro 77,47;
 ricevute o lettere commerciali presentate per l’incasso presso gli istituti di credito
per somme inferiori a 129,11 euro
L’aumento invece da euro 14,62 a euro 16 riguarda numerosi documenti (così come
meglio identificati nei primi tre articoli della tariffa, parte I)nonché i documenti societari
(libri sociali e registri contabili di cui all’articolo 16 della tariffa, parte I). A titolo
esemplificativo questo aumento dell’imposta fissa riguarda:
 gli atti rogati o autenticati da un notaio o altro pubblico ufficiale;
 le scritture private contenenti convenzioni anche unilaterali che disciplinino
rapporti giuridici di ogni specie;
 istanze, memorie, ricorsi, dirette agli organi dell’amministrazione dello Stato e
degli enti pubblici territoriali tendenti ad ottenere rilasci di certificati ovvero
provvedimenti amministrativi.
La modifica nell’imposta fissa ha anche altre implicazioni quali quelle nei riguardi dei
soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta in modo virtuale. Essi infatti all’atto
della presentazione della dichiarazione per l’anno 2013 saranno tenuti ad indicare
separatamente gli atti ai quali si applica l’aumento dell’imposta. Inoltre laddove l’agenzia
delle Entrate provveda entro il mese di luglio a notificare la riliquidazione provvisoria
delle rimanenti rate 2013, queste ultime dovranno essere modificate.
È possibile continuare ad utilizzare le vecchie marche da bollo da euro 1,81 e da euro
14,62, integrandole qualora l’imposta si renda dovuta nella nuovo misura. I contribuenti
possano richiedere l’emissione di contrassegni da 0,19 euro e da 1,38 euro a
completamento dei vecchi contrassegni in modo da raggiungere le nuove misure
dell’imposta previste (2 euro e 16 euro).
Tuttavia per emettere tali contrassegni integrativi bisognerà apportare qualche modifica
tecnica alle disposizioni sull’emissione telematica dei contrassegni per superare il limite
minimo di 1 euro fissato dall’articolo 3 comma 2 del D.P.R. 642/752.
E cosi, per far pronte a questo problema i gestori dei sistemi telematici che stampano il
bollo, possono attivare una “procedura d’urgenza” volta a modificare le regole tecniche in
modo da consentire da subito la stampa del contrassegno integrativo.
In merito alla responsabilità del mancato pagamento, secondo quanto previsto dalla
risoluzione 18 novembre 2008 n. 444 (trattando l’esempio dei medici), l’obbligo di
apporre il contrassegno sulle fatture o ricevute è a carico del soggetto che forma i
predetti documenti.
Solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta sono invece tutte le parti che
sottoscrivono, ricevono, accettano o negoziano atti, documenti o registri non in regola
con le disposizioni del D.P.R. 642 del 1972.
Il paziente che riceve dal medico una fattura carente dal punto di vista dell’imposta di
bollo risulta solidamente responsabile del pagamento della differenza d’imposta.
In particolare, ai sensi dell’articolo In particolare, ai sensi dell’articolo 22 del DPR n. 642
del 1972, la parte cui viene consegnato un atto non in regola con le disposizioni sul bollo,
alla formazione del quale non abbia partecipato, entro quindici giorni dalla data del
ricevimento, deve presentare l’atto all’ufficio delle Entrate e provvedere alla sua
regolarizzazione col pagamento della sola imposta.
In tale caso, la parte che ha provveduto alla regolarizzazione è esente da qualsiasi
responsabilità (sia ai fini del tributo che ai fini sanzionatori), mentre la sanzione è irrogata
nei confronti del solo soggetto che ha formato l’atto senza assolvere all’obbligo di pagare
il tributo.
Se, invece, nessuna delle parti abbia provveduto al pagamento dell’imposta di bollo né in
sede di formazione né in un momento successivo tramite regolarizzazione, entrambi i
soggetti restano responsabili sia ai fini del pagamento del tributo che ai fini
dell’irrogazione della relativa sanzione.

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